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Narayana Institute

 

Istituto per lo Studio la Ricerca e l'Insegnamento dei  Massaggi Ayurvedici, Orientali  e delle Discipline del Benessere

 

Institute for Study and Research on Ayurvedic and Oriental Massage and Holistic Wellness Knowledge

 

    

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Balabhyangam

conosciuto come Shantala - è il massaggio ai bimbi

Corso Riconosciuto e Certificato  ufficialmente:  Narayana Institute, Centro studi Dharma Vidya

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Il “BALABHYANGAM

 

È certamente il nome più corretto per indicare il massaggio ai bimbi di origine indiana. Questa forma di massaggio è più comunemente nota in occidente sotto il nome improprio di . “Shantalà”.

Shantalà è infatti il nome di una mamma indiana a cui si è ispirato un autore per scrivere il suo libro sull’argomento.

Di fatto il massaggio ai bambini anche in India, si chiama ne più ne meno come diremo noi: “massaggio dei bimbi” da cui: “Balabhyangam”.

Si tratta di una delicatissima forma di massaggio con caratteristiche tecniche diverse da un comune massaggio:  caratterizzato da manualità centripete ovvero che sviluppano dalle zone distali dei vari distretti verso l’esterno in quanto il bambino nei primi mesi non ha sviluppata una corretta percezione dei confini del proprio corpicino.

Sequenze vere e proprie non esistono, molto dipende dalle differenti tradizioni e dalle infinite varianti che appartengono alle famiglie di discendenza.

Da parte nostra, abbiamo effettuato delle ricerche così da poter offrire una varietà di sistemi mettendo insieme quelle gestualità che sono ricorrenti un po’ in tutte le diverse espressioni.

Quello che a nostro parere è però importante e che contraddistingue la partecipazione ad un seminario o ad uno stage sul “massaggio ai Bambini” dalla lettura di una dispensa o di un libro, è la possibilità di accedere attraverso opportuni esercizi e piacevoli sessioni di facili meditazioni a quella che in primis è la reale fonte di benessere del massaggio: “il giusto atteggiamento”.

L’apprendimento delle semplici manualità inteso nel senso della  tecnicità, non ha nessun valore e i benefici si riducono veramente al minimo se tutto ciò non è supportato e sostenuto o per meglio dire, veicolato da un atteggiamento interiore che raramente è presente in chi, (crediamo di non esagerare dicendo... “come molti di noi”) non ha a sua volte ricevuto nei suoi primi mesi di vita fino ai 4/5 anni le stesse carezze, le stesse coccole,  ne mai le ha viste praticare su eventuali fratellini o sorelline.

Si tratta di una forma culturale, di una impostazione che ha ben precise connotazioni ben lontane dal poter essere confinate in certificazioni o attestati di partecipazioni a stage e corsi prettamente tecnici.

Un opportuna preparazione anche di un solo week-end potrà quanto meno fornire spunti di riflessione e preziose opportunità di condivisione con il proprio partner e con altri genitori, un’occasione unica di esempio di cura di se e della propria famiglia, un’occasione perchè i piccoli possano stare insieme e relazionarsi tra loro, condividendo l’innocenza che li contraddistingue e di cui fanno dono ai propri genitori e che rischia invece di essere distrutta giorno dopo giorno come purtroppo sarà  avvenuto per molti di noi.

 

Per comprendere la necessità e l’importanza di questo meraviglioso atto d’amore, provate ad immaginare quali sono le sensazioni e le reazioni del bambino dopo la nascita:

provate per un attimo a cercare di ricordare o magari, di immaginare la sensazione che avete percepito Voi quando, dopo circa 9 mesi trascorsi al calduccio e al sicuro nella pancia della vostra mamma nutrendovi e respirando attraverso il cordone ombelicale, cullati nel liquido amniotico, vi siete trovati in un attimo, di colpo, sbalzati fuori a contatto con un elemento sconosciuto, - L’ARIA-  in mezzo a tanti rumori (che prima venivano percepiti come ovattati), agguantati da due mani ignote e sculacciati per respirare. Già il RESPIRO . Che trauma…..  di colpo l’aria entra attraverso un canale diverso dal cordone ombelicale… l’apparato respiratorio ed entra nei polmoni  (deve aver dato un sensazione di bruciore) la sensazione generale e peggiore sarà forse stata quella di essere SOLI di colpo, staccati da “qualcosa” di cui fino a poco prima eravamo parte integrante…..

 … subito dopo presi e messi a contatto con l’acqua per essere lavati…  da altre mani, non solo strane di per se - come nuova forma di contatto -  ma anche appartenenti a chissà chi.. magari anche isolate da dei bei guanti in lattice (di cui comprenderemo  le ragioni igieniche quando saremo grandi..  ma intanto...) che trasmettono isolamento, altro che sicurezza e calore.

       In seguito, avvolti in teli o asciugamani per quanto morbidi, ci saranno parsi ruvidissimi a cospetto della vellutata e calda placenta sulla quale puntavamo la testolina o i piedini di tanto in tanto.. fino a pochi istanti prima..

 

........avanzano man mano altre strane altre sensazioni,… gli odori….. forse, odori di tintura o  di anestetici o chissà quali altri... bagliori.. voci..  sensazioni della variazione di temperatura..  ma ke succede?..

 

Da li in poi, ora dopo ora, giorno dopo giorno, le cose precipitano e la situazione degenera e procede inesorabile...  

Pianti e urli ( i primi suoni emessi), non  già  per i morsi della fame; . siamo terrorizzati (la paura ed il bambino nascono insieme) dal brusco cambiamento della situazione, dalla novità delle sensazioni.

Abbiamo bisogno di nutrimento. Non vi sono dubbi. Non solo il nostro ventre ma anche la nostra  pelle.

E inoltre in questo oceano di novità, d’ignoto, abbiamo bisogno di riprovare sensazioni passate che sole, per ora, possono indurre uno stato di pace, di sicurezza.

 

La pelle dei piccoli non ha dimenticato il calore, il contatto con la madre. Alla nascita il bambino andrebbe tenuto vicino e massaggiato, per evitare la frattura brutale, origine di sofferenza e di rifiuto. E ciò che si è fatto alla nascita andrebbe ripetuto ogni giorno, per settimane, per mesi. Per aiutare i piccoli ad attraversare il deserto dei primi mesi di vita, perché essi non provino più l’angoscia di sentirsi isolati, perduti bisogna nutrire il “fuori” con altrettanta cura del “dentro”, bisogna parlare alla loro pelle che ha sete e fame come il loro ventre.

I piccoli hanno bisogno di latte, sì. Ma più ancora di essere amati e di ricevere carezze.

Essere  portati, cullati, accarezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più. Se viene privato di tutto questo e dell’odore, del calore e della voce che conosce bene, il bambino, anche se gonfio di latte, potrebbe in  alcuni casi lasciarsi addirittura morire di fame.

 

 

Come per ogni altro massaggio, occorre praticarlo in un ambiente caldo ed accogliente, l’atmosfera tranquilla ed il giusto tempo a disposizione, l’atteggiamento rilassato e la vostra predisposizione a vivere questa meravigliosa esperienza sono requisiti essenziali.

Ecco un altro motivo per regalarsi un week- end piuttosto che rubacchiare frettolosamente un oretta alla settimana  Massaggiare il vostro bimbo è molto di più che una pratica salutare. E’ intimo contatto, fisico ed emotivo, è trasmissione intensa di amore, comprensione e attenzione.

Il massaggio fa bene al bimbo perché lo fa sentire amato, perché stimola la sua circolazione ed il suo sistema immunitario, tonifica i muscoli e rende flessibili le articolazioni, aiuta a stabilire una comunicazione non verbale che rafforza il legame reciproco.

Ma fa bene anche ai genitori perché li stimola a sviluppare qualità di osservazione e sensibilità (il bimbo non può dirvi se gradisce quanto state facendo così dovrete imparare a interpretare i suoi “segnali non verbali”), li rende più disinvolti nel maneggiare il loro bambino e crea un’intimità che potrà continuare anche in futuro.

 

 “il bambino è uno specchio. Vi rimanda la vostra immagine. L’immagine della vostra libertà o delle vostre tensioni”.

 

Ricordate!: Nessun libro o testo potrà mai sostituire quello ciò che  possibile ricevere partecipando a un incontro teorico pratico al quale scegliamo di riservare il giusto tempo per noi stessi e per i nostri figli; un incontro dove oltre alle nozioni e alla pratica diretta, è possibile condividere e scambiare con altri quel qualcosa di bello, di magico  e prezioso di cui nel nostro tempo e nella nostra società si ne è dimenticata l’esistenza, presi dalla fretta, dai mille impegni e dai problemi di tutti i giorni, ci siamo dimenticati di noi....   guarda caso, siamo proprio noi che alleveremo i nostri figli...

 

Beate quelle Mamme che ascoltano il loro cuore….

Beati i figli di quelle Mamme…………

 

Cosa serve per il massaggio, cosa portare ad uno stage:

Per il bimbo: una copertina, delle salviette, eventualmente un telo impermeabile sotto, il giochino o il pupazzetto preferito.

Per voi un cuscino, l’olio tiepido, eventualmente la musica.

Com’è in stile indiano, chi massaggia sarà seduto per terra, a contatto con il suolo, con le gambe allungate, la schiena diritta, le spalle rilassate. Il vostro bambino sarà disteso sulle vostre gambe a pancia in su, così che si creerà tra voi un continuo contatto con gli occhi.

Useremo un olio naturale, di origine vegetale, come l’olio di mandorle.

In India le mamme usano olio di senape in inverno e olio di cocco d’estate.

 

 

   
 
   
Informazioni dirette

Direzione Generale - M° Satya Narayana - (Stefano Paggini)    info@narayanainstitute.it   - recapito tel. diretto: 335-6304778

si ricorda che per richieste di corsi privati e iscrizioni è necessario inviare gli appositi moduli:       iscrizione corsi   -      richiesta corsi privati

 

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