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Onestamente non ci sentiamo di dare qui una delle tante definizioni
approssimative sul che cosa sia e come funzioni o quali effetti o benefici
produca
il massaggio ayurvedico; la materia è particolarmente vasta e
complessa come appare evidente dall'esposizione che segue, che richiederebbe
la
stesura di un trattato, tant'é che ciascuna forma di massaggio
ayurvedico ha delle proprie e specifiche funzioni.
Questo è il motivo per cui, la sola trattazione dell'argomento.
massaggio ayurvedico,
al di la delle basi teoriche e mediche, comporta una adeguata formazione di
almeno uno o due anni. Da ciò, appare evidente che il
possesso un solo attestato di frequenza di un corso generico in massaggio
ayurvedico,
non costituisce di per se garanzia che l'operatore abbia ricevuto una
preparazione adeguata in tal senso per quanto, sia
possibile apprendere una sequenza standard di uno dei massaggi
ayurvedici tra quelli di seguito citati anche solo in 3/4 giorni.
Ciò premesso, ci pare opportuno offrire uno spunto di riflessione a
coloro che sono seriamente interessati all'apprendimento della materia
Forse non tutti sanno che:
Esistono di fatto numerose tipologie di massaggio ayurvedico:
LE MOLTE
TIPOLOGIE DI MASSAGGIO AYURVEDICO
Abhyangam;
Muryabhyangam;
Mardana; Kayasekham;
Snehana;
Thirummù; ecc; solo per citarne alcune
tipologie tra quelle maggiormente conosciute. Come si può notare dunque, non esiste un solo tipo di massaggio Ayurvedico, e
come se questo non bastasse vi è poi da sottolineare che per ciascuno di
essi esistono diverse varianti sostanziali ad esempio, nel caso del
Thirummù abbiamo: il Sukha Thirummù, il Raksha Thirummù, il
Katcha Thirummù; così pure per l'Abhyangam esistono
diverse forme interpretative.
Ma la cosa non finisce qui:
infatti
vi sono ulteriori differenze originate dalle differenti tradizioni
indiane ( quelle del Nord ,quelle Sud e, quelle del Centro). Vi è poi da
considerare infine che esistono in ciascuna di queste regioni numerose
"scuole" e molte di esse hanno dei propri stili; addirittura
all'interno di ciascuna scuola vi sono diversi Maestri
ciascuno dei quali ha a sua volta ricevuto trasmissioni e insegnamenti
provenienti da differenti
liniaggi; (merita in proposito rammentare che prima che
esistesse la scrittura, la conoscenza = "VEDA" -
veniva trasmessa
oralmente e ciò, è doveroso ricordare, ha continuato e continua ad avvenire.
Citando la
parola VEDA, non possiamo fare a meno di ricordare il significato
della parola
AYURVEDA che com'è noto deriva dal
Sanscrito:
La
parola si compone da Ayus = Vita
(più precisamente , "lunghezza della vita")
e Veda = Sapienza, conoscenza
per cui,
la parola in se che, per effetto di una regola fonetica della grammatica
della lingua sanscrita si trasforma da Ayus Veda in AYURVEDA,
significa "La sapienza (o conoscenza) della lunghezza
della vita"
Accanto
alle forme di massaggio ayurvedico che, per usare un neologismo potremo
definire full-body, ovvero dei massaggi ayurvedici che interessano tutto
il corpo, troviamo i massaggi Ayurvedici parziali o distinti per
singoli distretti corporei:
Kesabhyangam (massaggio ai
capelli), Mukhabhyangam
(massaggio al viso); Shiroabhyangam (massaggio della
testa);
Thandabhyangam (massaggio della colonna);
Padabhyangam (massaggio dei piedi); Anguliabhyangam o
Hastabhyangam
(massaggio delle mani) e così via.
Da
ciò, appare evidente che per poter asserire di essere in grado di praticare
un massaggio ayurvedico, o di definirsi un "massaggiatore ayurvedico"
occorrerebbe conoscere almeno
le forme citate in questa breve nota: sia quelle "full body" che
quelle "parziali", tanto da essere effettivamente in grado di esprimersi e
comportarsi adeguatamente a seconda dei singoli casi, "personalizzando"
per così dire il Massaggio Ayurvedico.
Vi sarebbe poi da considerare
alcune varianti importanti e espressamente tradizionali quali il
Midhiabhyangam (il massaggio effettuato con i piedi), L'Ubatan o
Ubtana (conosciuto anche come "massaggio nuziale") ed
altre specializzazioni che, pur importanti nel contesto Ayurvedico, non rivestono di fatto
particolare interesse per una professione come quella dell'
0peratore
in discipline del benessere e bio-naturali
(specializzato in
massaggio ayurveda ) in quanto si tratta di metodiche
caratterizzate da aspetti riservati alla pratica medica pertanto fuori dal nostro
ambito e dalle nostre competenze. Numerose sono inoltre le
cosiddette "tecniche terapeutiche" che sarebbe opportuno conoscere e che
assumono di fatto una valenza importante sotto il profilo del benessere
senza per questo sconfinate nel campo medico; si dovrà dunque usare più
propriamente il termine di "Trattamenti Ayurvedici"
come ad esempio: i Dhara ( o
colate di olio o di altri liquidi in specifiche zone del corpo),
la più nota di queste tecniche
è lo
Shirodhara
(Shiro = colata - Dhara
= sulla testa) oppure il
Pindasveda (una
sorta di "massaggio" -termine improprio-
effettuato con dei sacchettini di erbe secche o in polveri,
caldi.
Satya Narayana
Ma
Qual'è il Vero MASSAGGIO AYURVEDICO ?
RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO DI UN ARTICOLO SUL MASSAGGIO AYURVEDICO
SCRITTO DAI MAESTRI:
Stefano
Paggini e Luigi Lacchini
MA QUAL È IL
"VERO" MASSAGGIO AYURVEDICO... ?
Ci capita spesso, durante seminari, conferenze o dimostrazioni, di
imbatterci in persone che hanno avuto occasione di fare dei viaggi in
Shrilanka o in India (chi nel Nord, chi nel Sud) oppure di assistere ad
altre dimostrazioni di massaggi Ayurvedici magari eseguiti da Indiani.
Coloro che hanno avuto modo di vivere tutte queste situazioni hanno potuto
constatare che vi sono talvolta anche enormi differenze tra l'esecuzione di
un trattamento ayurvedico e un'altra.
I meno esperti, al contrario, hanno visto spesso una sola versione di
massaggio e sono convinti che quello sia il "vero" massaggio Ayurvedico,
concludendo, per ciò stesso, che qualunque altra sequenza sia falsa. La
convinzione è tanto più radicata se l'unica sequenza che conoscono è stata
effettuata da un Indiano.
È un po' come se uno di noi andasse in India ad insegnare la tarantella e,
per il semplice fatto che è italiano, gli Indiani concludessero che il suo
modo di ballare la tarantella è l'unico vero!
Purtroppo, sappiamo perfettamente che non è sufficiente essere italiani per
essere esperti di tarantella! Abbiamo come il sospetto che una tarantella
danzata da Nureyev o Barishnikov, risulterebbe in realtà un po' migliore
(appena un poco!) di una ballata da noi!
Tutto ciò, anche senza considerare il fatto che l’esecuzione di un ballo,
così come quella di un massaggio, lascia ampio spazio alla sensibilità di
chi lo esegue.
In sostanza, come non è necessario avere gli occhi a mandorla per eseguire
un buon trattamento shiatsu o per vincere il campionato del mondo di karate,
così non è necessario essere indiani per eseguire "l'ayurveda perfetto".
Forse è ora di fare un po' di chiarezza!
Prima di tutto bisogna dire che il massaggio ayurvedico si può eseguire a
terra o sul lettino. In India spesso viene effettuato su un particolare
tavolo da massaggio, basso, che viene chiamato Taila Thron (= "trono
dell'olio"), pensato per effettuare anche i dhara, ovvero le terapie
di "colata" e quindi presenta dei sistemi di raccolta dei liquidi. Qui da
noi, spesso, ci si deve "arrangiare" con quello che c'è.
L'ayurvedico si pratica sia con i piedi che con le mani e non mancano
tecniche di gomito, avambraccio, ginocchia, come nello shiatsu e nel tuina
cinese.
Lo si può iniziare dalla testa piuttosto che dall’addome ovvero dai piedi….
Occorre una competenza e un'esperienza di anni per capire le varianti e i
perché.
Basta andare nell’India delle cliniche Ayurvediche per toccare con mano
quante modalità diverse e possibilità di esecuzione esistano.
Inoltre un massaggio ayurvedico tradizionale e completo può durare fino a 2
ore e mezzo, mentre esistono diversi metodi parziali i cui tempi variano a
seconda delle circostanze.
Le varianti si presentano per un’infinità di ragioni. Innanzitutto ci sono
diverse "scuole di pensiero", ciascuna delle quali ha sviluppato tecniche
sue; spesso, poi, le modalità di intervento variano a seconda delle "prakruti"
(cioè dei "dosha" predominanti nei vari individui) e di eventuali
alterazioni "acute" dei dosha stessi; altre differenze dipendono dal
fatto che ogni Maestro tende ad elaborare nel tempo sequenze proprie, sia
per scopi didattici sia per intuizioni ed esperienze nate "sul campo", che
danno origine a metodi che – pur potendo prendere diversi nomi – restano pur
sempre autentici massaggi ayurvedici.
Vi sono poi tecniche avanzate che manipolano maggiormente le articolazioni
oppure i punti "marman" o i "bindu", mentre, quando si ha a
che fare con problematiche psicosomatiche, è spesso necessario riequilibrare
le sottili energie dei chakra, con particolari manovre energetiche.
In una parola: l'ayurveda non è una sequenza che si impara a memoria
e si ripete sempre uguale qualunque sia la persona che ci troviamo davanti!
Le capacità di osservazione, la sensibilità e, vorremmo dire, le capacità
empatiche del maestro di ayurveda, lo portano a comprendere cos'ha bisogno
l'assistito, modificando tecniche e manipolazioni a seconda delle esigenze.
Sono le "personalizzazioni", non certo frutto di improvvisazione, ma
spontaneo fiorire (in uno spirito che è analogo a quello Zen) del background
di conoscenze che il Maestro si è creato in anni di studio e di ricerca.
Il fatto che ai livelli elementari tutti i Maestri insegnino sequenze, non
deve ingannare. La sequenza svolge nel massaggio la stessa funzione dei "kata"
o dei "lu" nelle arti marziali. Sono gli esercizi indispensabili per dare
una struttura all'allievo, insegnargli le tecniche base e fargliele
assimilare in modo ordinato: ma nessuno effettua il combattimento libero
usando i kata!
Nell'arte del massaggio quest'esigenza di conoscere moltissime tecniche per
poter usare poi spontaneamente quella "giusta", è persino ovvia.
Se il nostro ricevente soffre di ernia lombare migrata, gli praticheremo
disinvoltamente lo stretching delle gambe (tipo "manovra di Lasegue") o gli
imporremo dure flessioni del rachide per il solo fatto che in alcune
sequenze ayurvediche queste tecniche sono previste?
E se trattiamo un'anziana donna che soffre di grave osteoporosi le
praticheremo le manovre di pressione forte e rapida a due mani sulle
vertebre che in certe sequenze ayurvediche si usano per attivare le energie
del canale dei chakra (sushumna)?
L'ayurveda ha sviluppato le manovre più "strane", pensate per le più diverse
ragioni. La sensibilità del maestro, istantaneamente, sceglie.
Ecco allora che non occorre poi aver studiato gran che per capire che non
può esistere "un" massaggio ayurvedico che debba essere considerato quello
"giusto".
Ciò che è importante è trasmettere una conoscenza il più possibile ampia,
possibilmente scevra da istruzioni che potrebbero rivelarsi pericolose per
gli operatori e soprattutto per coloro che desiderano gustarsi un piacevole
massaggio ayurvedico senza dover correre il rischio di farsi procurare gravi
lesioni.
Occorre progressività nell'insegnare e consapevolezza nell'eseguire.
Non dimentichiamo che l’ayurveda, di per sé, è conoscenza, (VEDA =
Conoscenza, scienza, sapienza) intesa nel suo significato più ampio; la
conoscenza è qualcosa che è dentro ciascuno di noi ed è nostro dovere
adoperarci per risvegliarla. Non esiste nessuno che ci possa dire cosa è
giusto e cosa è sbagliato; nessuno che abbia il potere di decidere cosa è
bene e cosa è male.
Perciò, affermazioni del tipo: "Quello è il massaggio ayurvedico vero,
quell'altro non lo è", oppure "Io l'ho visto fare e non era così",
e ancora, "Io sono andato in Shrilanka e mi hanno massacrato", "Sono
stato in India ed era completamente diverso" non hanno alcun senso.
Testimoniano soltanto una scarsa consapevolezza di quanto sia complesso
"praticare l'ayurveda".
Attenzione, però! Ciò che siamo venuti dicendo non significa affatto che
l'ayurveda possa essere "qualsiasi cosa". Non si praticano massaggi
ayurvedici utilizzando la farina di mais (come ci è capitato di vedere!),
per il semplice fatto che il mais è venuto dall'America nel XVI secolo dopo
Cristo e l'ayurveda è nato nel XV secolo avanti Cristo in un Paese in cui il
mais non esisteva. Dai testi antichi non ci risultano varianti ayurvediche
valtellinesi effettuate con la farina per la polenta taragna!
L'ayurveda ha una sua tradizione seria, che si fonda su testi classici,
insegnamenti di illustri maestri, ricette per la creazione di olii medicati,
terapie di massaggio particolari che fanno uso di fomentazioni, ecc. Ci
vuole umiltà, tanto studio e la convinzione che, prima di inventare
alcunché, è opportuno conoscere a fondo ciò che hanno creato gli altri,
soprattutto quelli che hanno fatto dell'ayurveda la loro vita e quindi gli
hanno dedicato anni di ricerche e di prove "sul campo".
Non basta un corso di trenta ore per proclamare che "si sa l'ayurveda" e,
magari, insegnarlo, solo perché questa o quella scuola alla moda ha
rilasciato comunque una compiacente "patacca" da attaccare al muro.
Non esiste nessuno al mondo, qualunque sia il titolo che possiede, che possa
decidere chi ha realizzato la conoscenza e chi no! Non esiste alcun Diploma,
Attestato o Laurea che possa in concreto certificare la Conoscenza.
Il mondo è pieno di "Titolati", ma, nondimeno, tanti disastri ed errori
vengono commessi; negli ospedali, nei cantieri, nelle progettazioni. E
questo, è più che normale perché, che ci piaccia o meno, siamo davvero
esseri Divini ma in forma umana e come tale con profondi limiti nonostante i
pezzi di carta appesi alle pareti. Nessuna Università potrà mai laureare un
padre affinché sia autorizzato a fare il genitore; nessun organismo
giuridico potrà mai certificare chi riesca a trasmettere un po’ d’amore con
un massaggio e chi no!
Un ultima riflessione………
Purtroppo, quando qualcosa – per quanto sacro e dominio millenario di
trasmissioni orali il più delle volte segrete – fa moda, ecco che il
business incalza e tutti diventano Maestri di x, y, z...
Purtroppo questa mentalità che privilegia sempre e comunque la dimensione
economico-consumistica, questa rincorsa al business che niente risparmia,
interessa anche gran parte dell’ayurveda attuale in Italia.
In attesa della creazione di un organismo ufficiale che, pur con tutti i
suoi limiti, possa riconoscere i docenti in materia, almeno per quanto
riguarda la legalità (e, si spera, non in base ad assurdi parametri
eteronomi rispetto alla disciplina!), non resta altro da fare che fidarsi
del proprio istinto, del proprio sentire, del proprio cuore...
Se andate dal vostro "terapista ayurvedico" per dieci volte consecutive ed
egli ripete sempre le stesse identiche manovre, probabilmente c'è qualcosa
che non va... È poco probabile che voi siate andati a ricevere il massaggio
sempre nel medesimo stato psicofisico.
Se quando avete finito il trattamento non avete provato nulla, c'è qualcosa
che non va...
Se nel vostro "terapista" non scorgete una profonda armonia interiore, c'è
qualcosa che non va...
Imparate a "percepirlo": vivete il senso di
profonda accoglienza che vi regalano le sue mani cariche di energia
positiva. E se sperimentate un senso di fusione, se vi sentite immersi in
una bolla di energia, se percepite che, durante il massaggio, state in
realtà compiendo una meditazione in due, allora, forse, avete incontrato un
Maestro.
…… "Possiate fidarvi solo e soltanto del Vostro cuore,...
possiate fidarvi di Voi Stessi"
M° Stefano Paggini (Satya Narayana) e
Dr. Luigi Lacchini
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