Abhyangam, massaggio ayurvedico, ayurveda, Abhyanga
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Istituto per lo Studio la Ricerca e l'Insegnamento delle Discipline Olistiche, del Benessere e Orientali

Institute for Study and Research on Holistic. Wellness & Oriental Knowledge

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Il Massaggio Ayurvedico

(ma.. qual'è il vero massaggio ayurvedico?)

Contributo per corso €. 380,00 - comprensive di Attestato Narayana Institute, diritti di segreteria e materiale didattico - per corsi presso sede indicata dal Docente

   APPROFONDIMENTI SUL TEMA

Onestamente non ci sentiamo di dare qui una delle tante definizioni approssimative sul che cosa sia e come funzioni o quali effetti o benefici produca  il massaggio ayurvedico; la materia è particolarmente vasta e complessa come appare evidente dall'esposizione che segue, che richiederebbe la  stesura di un trattato,  tant'é che ciascuna forma di massaggio ayurvedico ha delle proprie e specifiche funzioni.

Questo è il motivo per cui, la sola trattazione dell'argomento.  massaggio ayurvedico, al di la delle basi teoriche e mediche, comporta una adeguata formazione di almeno uno o due anni.  Da ciò, appare evidente che il possesso un solo attestato di frequenza di un corso generico in massaggio ayurvedico, non costituisce di per se garanzia che l'operatore abbia ricevuto una preparazione adeguata in tal senso per quanto, sia

possibile apprendere una sequenza standard di uno dei massaggi ayurvedici tra quelli di seguito  citati anche solo in 3/4 giorni.  Ciò premesso, ci pare opportuno offrire  uno spunto di riflessione a coloro che sono seriamente interessati all'apprendimento della materia

Forse non tutti sanno che:    Esistono di fatto numerose tipologie di massaggio ayurvedico:

 

LE MOLTE TIPOLOGIE DI MASSAGGIO AYURVEDICO

Abhyangam; Muryabhyangam; Mardana; Kayasekham; Snehana; Thirummù; ecc;   solo per citarne alcune tipologie tra quelle maggiormente  conosciute. Come si può notare dunque, non esiste un solo tipo di massaggio Ayurvedico,  e come se questo non bastasse vi è poi da sottolineare  che per ciascuno di essi esistono diverse varianti sostanziali ad esempio, nel caso del Thirummù abbiamo: il Sukha Thirummù, il Raksha Thirummù, il Katcha Thirummù; così pure per l'Abhyangam esistono diverse forme interpretative. 

Ma la cosa non finisce qui: infatti vi sono ulteriori differenze originate dalle  differenti  tradizioni indiane ( quelle del Nord ,quelle  Sud e, quelle del  Centro).  Vi è poi da considerare infine che esistono in ciascuna di queste regioni numerose "scuole" e molte di esse hanno dei propri stili;  addirittura all'interno di ciascuna scuola vi sono diversi Maestri ciascuno dei quali ha a sua volta ricevuto trasmissioni e insegnamenti provenienti da  differenti liniaggi; (merita in proposito rammentare che prima che esistesse la scrittura, la conoscenza  = "VEDA" - veniva  trasmessa oralmente e ciò, è doveroso ricordare, ha continuato e continua ad avvenire.

Citando la parola VEDA, non possiamo fare a meno di ricordare il significato della parola AYURVEDA che com'è noto deriva dal Sanscrito: La parola si compone da Ayus = Vita (più precisamente , "lunghezza della vita") e Veda = Sapienza, conoscenza per cui, la parola in se che, per effetto di una regola fonetica della grammatica della lingua sanscrita si trasforma da Ayus Veda in  AYURVEDA, significa "La sapienza (o conoscenza) della lunghezza della vita"

Accanto alle forme di massaggio ayurvedico che, per usare un neologismo potremo definire full-body, ovvero dei massaggi ayurvedici che interessano  tutto il corpo, troviamo i massaggi Ayurvedici parziali o distinti per singoli distretti corporei: Kesabhyangam (massaggio ai capelli),  Mukhabhyangam (massaggio al viso); Shiroabhyangam (massaggio della testa); Thandabhyangam (massaggio della colonna); Padabhyangam (massaggio dei piedi); Anguliabhyangam o Hastabhyangam (massaggio delle mani) e così via.

 Da ciò, appare evidente che per poter asserire di essere in grado di praticare un massaggio ayurvedico, o di definirsi un "massaggiatore ayurvedico" occorrerebbe conoscere almeno le forme citate in questa breve nota: sia quelle "full body" che quelle "parziali", tanto da essere effettivamente in grado di esprimersi e comportarsi adeguatamente a seconda dei singoli casi, "personalizzando" per così dire il Massaggio Ayurvedico.

Vi sarebbe poi da considerare alcune varianti importanti e espressamente tradizionali quali il Midhiabhyangam (il massaggio effettuato con i piedi),  L'Ubatan o Ubtana (conosciuto anche come "massaggio nuziale") ed altre specializzazioni che, pur importanti nel contesto Ayurvedico, non  rivestono di fatto particolare  interesse per una professione come quella dell' 0peratore in discipline del benessere e bio-naturali (specializzato in massaggio ayurveda ) in quanto si tratta di metodiche  caratterizzate da aspetti  riservati  alla pratica medica pertanto fuori dal nostro ambito e dalle nostre competenze. Numerose sono inoltre le cosiddette "tecniche terapeutiche" che sarebbe opportuno conoscere e che assumono di fatto una valenza importante sotto  il profilo del benessere senza per questo sconfinate nel campo medico; si dovrà dunque usare più propriamente il termine di  "Trattamenti Ayurvedici" come ad esempio: i  Dhara ( o colate di  olio o di altri liquidi in specifiche zone del corpo),  la più nota di queste tecniche è  lo Shirodhara (Shiro = colata  - Dhara = sulla  testa) oppure  il  Pindasveda (una sorta di "massaggio" -termine  improprio- effettuato con dei  sacchettini di erbe secche o in polveri, caldi.

                                                                                                                                    Satya Narayana

Ma Qual'è il Vero MASSAGGIO AYURVEDICO ?

RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO DI UN ARTICOLO SUL MASSAGGIO AYURVEDICO SCRITTO DAI MAESTRI:

Stefano Paggini e Luigi Lacchini

MA QUAL È IL "VERO" MASSAGGIO AYURVEDICO... ? 

Ci capita spesso, durante seminari, conferenze o dimostrazioni, di imbatterci in persone che hanno avuto occasione di fare dei viaggi in Shrilanka o in India (chi nel Nord, chi nel Sud) oppure di assistere ad altre dimostrazioni di massaggi Ayurvedici magari eseguiti da Indiani. Coloro che hanno avuto modo di vivere tutte queste situazioni hanno potuto constatare che vi sono talvolta anche enormi differenze tra l'esecuzione di un trattamento ayurvedico e un'altra.
I meno esperti, al contrario, hanno visto spesso una sola versione di massaggio e sono convinti che quello sia il "vero" massaggio Ayurvedico, concludendo, per ciò stesso, che qualunque altra sequenza sia falsa. La convinzione è tanto più radicata se l'unica sequenza che conoscono è stata effettuata da un Indiano.
È un po' come se uno di noi andasse in India ad insegnare la tarantella e, per il semplice fatto che è italiano, gli Indiani concludessero che il suo modo di ballare la tarantella è l'unico vero!
Purtroppo, sappiamo perfettamente che non è sufficiente essere italiani per essere esperti di tarantella! Abbiamo come il sospetto che una tarantella danzata da Nureyev o Barishnikov, risulterebbe in realtà un po' migliore (appena un poco!) di una ballata da noi!
Tutto ciò, anche senza considerare il fatto che l’esecuzione di un ballo, così come quella di un massaggio, lascia ampio spazio alla sensibilità di chi lo esegue.
In sostanza, come non è necessario avere gli occhi a mandorla per eseguire un buon trattamento shiatsu o per vincere il campionato del mondo di karate, così non è necessario essere indiani per eseguire "l'ayurveda perfetto".

Forse è ora di fare un po' di chiarezza!

Prima di tutto bisogna dire che il massaggio ayurvedico si può eseguire a terra o sul lettino. In India spesso viene effettuato su un particolare tavolo da massaggio, basso, che viene chiamato Taila Thron (= "trono dell'olio"), pensato per effettuare anche i dhara, ovvero le terapie di "colata" e quindi presenta dei sistemi di raccolta dei liquidi. Qui da noi, spesso, ci si deve "arrangiare" con quello che c'è.
L'ayurvedico si pratica sia con i piedi che con le mani e non mancano tecniche di gomito, avambraccio, ginocchia, come nello shiatsu e nel tuina cinese.
Lo si può iniziare dalla testa piuttosto che dall’addome ovvero dai piedi….
Occorre una competenza e un'esperienza di anni per capire le varianti e i perché.
Basta andare nell’India delle cliniche Ayurvediche per toccare con mano quante modalità diverse e possibilità di esecuzione esistano.
Inoltre un massaggio ayurvedico tradizionale e completo può durare fino a 2 ore e mezzo, mentre esistono diversi metodi parziali i cui tempi variano a seconda delle circostanze.
Le varianti si presentano per un’infinità di ragioni. Innanzitutto ci sono diverse "scuole di pensiero", ciascuna delle quali ha sviluppato tecniche sue; spesso, poi, le modalità di intervento variano a seconda delle "prakruti" (cioè dei "dosha" predominanti nei vari individui) e di eventuali alterazioni "acute" dei dosha stessi; altre differenze dipendono dal fatto che ogni Maestro tende ad elaborare nel tempo sequenze proprie, sia per scopi didattici sia per intuizioni ed esperienze nate "sul campo", che danno origine a metodi che – pur potendo prendere diversi nomi – restano pur sempre autentici massaggi ayurvedici.
Vi sono poi tecniche avanzate che manipolano maggiormente le articolazioni oppure i punti "marman" o i "bindu", mentre, quando si ha a che fare con problematiche psicosomatiche, è spesso necessario riequilibrare le sottili energie dei chakra, con particolari manovre energetiche.

In una parola: l'ayurveda non è una sequenza che si impara a memoria e si ripete sempre uguale qualunque sia la persona che ci troviamo davanti! Le capacità di osservazione, la sensibilità e, vorremmo dire, le capacità empatiche del maestro di ayurveda, lo portano a comprendere cos'ha bisogno l'assistito, modificando tecniche e manipolazioni a seconda delle esigenze. Sono le "personalizzazioni", non certo frutto di improvvisazione, ma spontaneo fiorire (in uno spirito che è analogo a quello Zen) del background di conoscenze che il Maestro si è creato in anni di studio e di ricerca.
Il fatto che ai livelli elementari tutti i Maestri insegnino sequenze, non deve ingannare. La sequenza svolge nel massaggio la stessa funzione dei "kata" o dei "lu" nelle arti marziali. Sono gli esercizi indispensabili per dare una struttura all'allievo, insegnargli le tecniche base e fargliele assimilare in modo ordinato: ma nessuno effettua il combattimento libero usando i kata!
Nell'arte del massaggio quest'esigenza di conoscere moltissime tecniche per poter usare poi spontaneamente quella "giusta", è persino ovvia.
Se il nostro ricevente soffre di ernia lombare migrata, gli praticheremo disinvoltamente lo stretching delle gambe (tipo "manovra di Lasegue") o gli imporremo dure flessioni del rachide per il solo fatto che in alcune sequenze ayurvediche queste tecniche sono previste?
E se trattiamo un'anziana donna che soffre di grave osteoporosi le praticheremo le manovre di pressione forte e rapida a due mani sulle vertebre che in certe sequenze ayurvediche si usano per attivare le energie del canale dei chakra (sushumna)?
L'ayurveda ha sviluppato le manovre più "strane", pensate per le più diverse ragioni. La sensibilità del maestro, istantaneamente, sceglie.
Ecco allora che non occorre poi aver studiato gran che per capire che non può esistere "un" massaggio ayurvedico che debba essere considerato quello "giusto".
Ciò che è importante è trasmettere una conoscenza il più possibile ampia, possibilmente scevra da istruzioni che potrebbero rivelarsi pericolose per gli operatori e soprattutto per coloro che desiderano gustarsi un piacevole massaggio ayurvedico senza dover correre il rischio di farsi procurare gravi lesioni.
Occorre progressività nell'insegnare e consapevolezza nell'eseguire.
Non dimentichiamo che l’ayurveda, di per sé, è conoscenza, (VEDA = Conoscenza, scienza, sapienza) intesa nel suo significato più ampio; la conoscenza è qualcosa che è dentro ciascuno di noi ed è nostro dovere adoperarci per risvegliarla. Non esiste nessuno che ci possa dire cosa è giusto e cosa è sbagliato; nessuno che abbia il potere di decidere cosa è bene e cosa è male.
Perciò, affermazioni del tipo: "Quello è il massaggio ayurvedico vero, quell'altro non lo è", oppure "Io l'ho visto fare e non era così", e ancora, "Io sono andato in Shrilanka e mi hanno massacrato", "Sono stato in India ed era completamente diverso" non hanno alcun senso. Testimoniano soltanto una scarsa consapevolezza di quanto sia complesso "praticare l'ayurveda".

Attenzione, però! Ciò che siamo venuti dicendo non significa affatto che l'ayurveda possa essere "qualsiasi cosa". Non si praticano massaggi ayurvedici utilizzando la farina di mais (come ci è capitato di vedere!), per il semplice fatto che il mais è venuto dall'America nel XVI secolo dopo Cristo e l'ayurveda è nato nel XV secolo avanti Cristo in un Paese in cui il mais non esisteva. Dai testi antichi non ci risultano varianti ayurvediche valtellinesi effettuate con la farina per la polenta taragna!
L'ayurveda ha una sua tradizione seria, che si fonda su testi classici, insegnamenti di illustri maestri, ricette per la creazione di olii medicati, terapie di massaggio particolari che fanno uso di fomentazioni, ecc. Ci vuole umiltà, tanto studio e la convinzione che, prima di inventare alcunché, è opportuno conoscere a fondo ciò che hanno creato gli altri, soprattutto quelli che hanno fatto dell'ayurveda la loro vita e quindi gli hanno dedicato anni di ricerche e di prove "sul campo".
Non basta un corso di trenta ore per proclamare che "si sa l'ayurveda" e, magari, insegnarlo, solo perché questa o quella scuola alla moda ha rilasciato comunque una compiacente "patacca" da attaccare al muro.
Non esiste nessuno al mondo, qualunque sia il titolo che possiede, che possa decidere chi ha realizzato la conoscenza e chi no! Non esiste alcun Diploma, Attestato o Laurea che possa in concreto certificare la Conoscenza.
Il mondo è pieno di "Titolati", ma, nondimeno, tanti disastri ed errori vengono commessi; negli ospedali, nei cantieri, nelle progettazioni. E questo, è più che normale perché, che ci piaccia o meno, siamo davvero esseri Divini ma in forma umana e come tale con profondi limiti nonostante i pezzi di carta appesi alle pareti. Nessuna Università potrà mai laureare un padre affinché sia autorizzato a fare il genitore; nessun organismo giuridico potrà mai certificare chi riesca a trasmettere un po’ d’amore con un massaggio e chi no!

Un ultima riflessione………

Purtroppo, quando qualcosa – per quanto sacro e dominio millenario di trasmissioni orali il più delle volte segrete – fa moda, ecco che il business incalza e tutti diventano Maestri di x, y, z...
Purtroppo questa mentalità che privilegia sempre e comunque la dimensione economico-consumistica, questa rincorsa al business che niente risparmia, interessa anche gran parte dell’ayurveda attuale in Italia.
In attesa della creazione di un organismo ufficiale che, pur con tutti i suoi limiti, possa riconoscere i docenti in materia, almeno per quanto riguarda la legalità (e, si spera, non in base ad assurdi parametri eteronomi rispetto alla disciplina!), non resta altro da fare che fidarsi del proprio istinto, del proprio sentire, del proprio cuore...
Se andate dal vostro "terapista ayurvedico" per dieci volte consecutive ed egli ripete sempre le stesse identiche manovre, probabilmente c'è qualcosa che non va... È poco probabile che voi siate andati a ricevere il massaggio sempre nel medesimo stato psicofisico.
Se quando avete finito il trattamento non avete provato nulla, c'è qualcosa che non va...
Se nel vostro "terapista" non scorgete una profonda armonia interiore, c'è qualcosa che non va...

Imparate a "percepirlo": vivete il senso di profonda accoglienza che vi regalano le sue mani cariche di energia positiva. E se sperimentate un senso di fusione, se vi sentite immersi in una bolla di energia, se percepite che, durante il massaggio, state in realtà compiendo una meditazione in due, allora, forse, avete incontrato un Maestro.

…… "Possiate fidarvi solo e soltanto del Vostro cuore,...
possiate fidarvi di Voi Stessi"

M° Stefano Paggini (Satya Narayana) e Dr. Luigi Lacchini

 

 

 

 

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