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Tu hai un diritto particolare all'azione,
ma in nessun caso un diritto ai suoi frutti.
(Bhagavad Gita, II 47)
Il fatto stesso dell'agire ha la sua radice nell'Assoluto.
Se non fosse per il fatto che il Supremo agisce,
il mondo cadrebbe in rovina.
(S. Radhakrisnan)
Realizza sempre senza attaccamento l'atto che deve essere compiuto
perché davvero l'uomo, compiendo l'opera senza attaccamento,
attinge la suprema realtà.
(Bhagavad Gita, III 19)
Le opere di ogni genere sono compiute dai modi della natura;
ma colui che è traviato dal sentimento del proprio ego, pensa:
"sono io colui che fa".
(Bhagavad Gita, III 27)
Colui che vede nell'agire il non-agire e l'agire nel non-agire,
quegli è saggio fra gli uomini; quegli è uno che ha realizzato l'unione
e che ha portato del tutto a compimento l'opera sua.
(Bhagavad Gita, IV 18)
Avendo dismesso l'attaccamento al frutto dell'operare,
sempre soddisfatto, senza doversi appoggiare ad alcunché,
egli non fa nulla, sebbene sia sempre occupato ad agire.
(Bhagavad Gita, IV 20)
"Io non faccio in realtà cosa alcuna":
così può pensare colui che ha raggiunto l'unità con il divino
e che conosce la verità delle cose.
(Bhagavad Gita, V 8)
Ritirare il proprio corpo quando l'opera è compiuta:
tale è la Via del cielo.
(Tao Te Ching IX)
Tutte le azioni devono nascere e concludersi in uno stato libero dal conflitto,
in caso contrario saranno distruttive.
(R.P.Kaushik)
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