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APPROFONDIMENTI
SUL TEMA
WaChi è il termine secondo cui i maestri
del Narayana Institute hanno inteso definire la tecnica di body work in
acqua a prima vista simile allo Watsu, si differenzia da esso per varie
caratteristiche di impostazione e di esecuzione.
La parola Watsu
deriva infatti da water = acqua, e shiatsu)
Questo
termine con il quale si identifica oggi questa tecnica, venne
coniato Nel 1980 da
Harold Dull che iniziò ad applicare nell’acqua calda
allungamenti e pressioni dello
Zen Shiatsu. Da allora studenti in tutto il mondo hanno sperimentato le
potenzialità di questo bodywork, chiamato Watsu o Water
Shiatsu.
Poi. come sempre
accade per tutte le cose (nel campo della ricerca, della medicina, della
scienza, della tecnica, degli
studi ecc.) vi è sempre una evoluzione, nuove scoperte, nuove intuizioni,
studi e ricerche nelle civiltà del passato che portano aggiunte e migliorie
a quanto già è stato fatto. Ciò è avvenuto anche in questo campo di body-work
in acqua.

La definizione più
comune che si ritrova per descrivere cos’è in pratica lo WATSU nella
sua accezione moderna, è la seguente:
“una tecnica di riequilibrio psico-fisico
che unisce i principi di un'antica tecnica di massaggio con l'idroterapia";
il termine indica letteralmente :"shatsu in acqua" ; considerato che il significato della
parola shiatsu (dal giapponese Shi = dito e
atsu = pressione), ci permettiamo di osservare che
, questa definizione risulta a nostro avviso vaga e impropria in quanto, pur essendo impegnati alcuni concetti
dello shiatsu e dello zen shiatsu particolarmente in riferimento alla circolazione energetica sui meridiani della MTC
non si vede quali elementi di digitopressione tipici dello shatzu vengano
impiegati nell'esecuzione della pratica..
WaChi invece,
E'
oltre ciò che comunemente si definirebbe una "tecnica",
WaChi, rappresenta una delle tante opportunità di ascolto del SE
"sperimentare
tutto ciò che vive dentro e fuori di noi attraverso il “Cuore”, i
sensi, i nostri "circuiti" energetici e il corpo fisico, al di
là di cosa è giusto e di cosa è sbagliato; di cosa è bene e di cosa
è male
Con
WaChi, siamo di fronte a qualcosa di molto più completo e di ben più vasto che
abbraccia l'intera sfera olistica.
il Bodywork in
acqua..... un'intuizione di 5.000 anni fa'
In realtà, si tratta di pratiche
antiche quanto il mondo, niente stato inventato, se mai, "portato alla
luce", sistematizzato,
raffinato, integrato, battezzato con un nome piuttosto che un'altro; ecco che sono sorte numerose espressioni di bodywork in acqua su questo stile: L'Aqua relax, l'Acqua relaxation, l'
Acqua Emotion, l' Acqua balance, ecc. oltre agli innumerevoli nomi di fantasia attribuiti da vari
centri benessere e termali per necessità di distinguersi nell'intento di promuovere un qualcosa di
personalizzato.
Ma l’uomo da sempre si bagna nei mari, nei laghi ecc; da
sempre, quando fa questo in compagnia, ha come per istinto la tendenza a
sorreggere in braccio qualcuno (a cui vuole bene) e a cullarlo, -che per
quanto ci riguarda, è proprio questa l'essenza sostanziale e intima della pratica del
WaChi. Chissà anche
a voi quante volte sarà capitato di far questo.
La pratica di un principio ispiratore ha
condotto perciò a promuovere prima di ogni altra cosa l' "attenzione"
del Cuore e della giusta "postura" la spinta dell' Amore ed ecco che si
raggiunge una vera pratica di natura “spirituale” piuttosto che una semplice
sequenza di movimenti tecnici eseguiti più o meno armonicamente più o
meno emotivamente intensi.
All'inizio degli anni 90, Il
M°Satya Narayana
(Stefano Paggini) - direttore del Narayana Institute- insieme al
Dr. L. Lacchini (direttore del Centro Studi Dharma-Vidhya),
prima ancora di fondare insieme la
Satya
Das Academy, si
dedicarono allo studio di una sensazionale forma di "Tai-qi in acqua" che
chiamarono Jala Chikitza:
in pratica,
una disciplina psicosomatica di movimento in acqua, tipicamente “low
impact”, da eseguire in piccoli gruppi guidati da un operatore. La sua
esecuzione, ben effettuata, oltre a recare benefici psicofisici, si
caratterizza per una grande eleganza e finezza estetica, assomigliando ad
una sorta di danza lenta nell’acqua.

La pratica del WaChi, porta un'esperienza ogni
volta unica e diversa; una serie di movimenti calibrati gestiti dal
WaChier (l'operatore di WaChi): pressioni, stiramenti, imprinting,
induzioni, che si alternano
a movimenti spontanei indotti al corpo dall'acqua calda, in un unico
flusso di movimento e quiete che crea una danza silenziosa ed armonica fuori
e sotto l'acqua.
Tecnicamente la pratica, prevede, dopo una breve preparazione sul
respiro, l’induzione di movimenti particolari ai quali il ricevente deve
letteralmente abbandonarsi; sicuro fra le braccia del Wachier
viene, per così dire, cullato e il suo corpo ondeggia, accarezzato
dall'acqua.
Ogni movimento o “figura” che l'operatore induce, viene rielaborato e
amplificato dall’acqua.
GLI EFFETTI:
Il WACHI, sfrutta l'effetto benefico
dell'acqua sul riequilibrio del fluire dell'energia vitale. L'azione del
WaChi si estende a livello olistico su tutto l'Essere, dal corpo fisico, a quello mentale (psicologico) a quello
Spirituale.
A livello fisico, le articolazioni si
slegano, scompare ogni tensione, i muscoli si distendono e si rilassano, la
mente riesce a percepire tutte le sensazioni e gli impulsi che il corpo le
trasmette: è come se l'acqua riuscisse a stimolare ogni cellula, con un
lieve ed articolato massaggio, lasciando liberi di fluttuare nelle emozioni,
senza opporre resistenza alcuna.
L'energia benefica che si sviluppa migliora
la postura e la circolazione sanguigna e linfatica, le tensioni muscolari
scompaiono.
La
spina dorsale in queste condizioni, può ondeggiare, come quella di un essere
acquatico, liberando così blocchi meccanici o emozionali. L'azione sulla
colonna risulta infatti di vasta portata e poiché la colonna contiene anche
in se le principali Nadi (Ida, Pingala e Sushumna) con i sistemi energetici
integrati e correlati (I chakra infatti, com'è noto sono per così dire
innestati nel Sushumna). Da ciò è facilmente intuibile la completezza e la
vastità dell'azione di un simile trattamento.
A livello mentale si raggiunge uno "stato di
quiete" in cui si osservano serenamente le sensazioni prodotte. L'atteggiamento interiore (sul quale gli
insegnamenti sono piuttosto severi) del WaChier e lo stile di approccio
energetico supportato da una accurata sequenzialità delle forme, proposte,
esercita delle ricadute a livello psicosomatico che anche in questo caso
sono di notevole portata.
La pratica (come del resto per lo watsu) trova applicazione frequente nella preparazione al
parto e nell’approccio a problematiche sessuali e di coppia; aiuta ad
affrontare situazione di disagio e conflitto, coadiuva
nella relazione con i disabili, affianca molti trattamenti fisioterapici
nonché terapie psicologiche per il superamento di abuso sessuale o di
dipendenze da sostanze stupefacenti.
L'incontro tra le energie interiori ed
esteriori che si genera, permette di lasciar fluire il Sé, condividendo con chi ci sta intorno; si dona e si riceve
al tempo stesso, muovendosi allo stesso ritmo spirituale. Si sperimenta una forma meditativa di
rara unicità e bellazza. La pratica oltre che benefica per il ricevente, diventa un esercizio di grande valenza spirituale
particolarmente per il WaChier.
In questa condizione, la nostra mente si
affaccia a una dimensione più aperta e rilassata, in cui non esistono più
l' io e il tu del ricevente e del Wachier , ma solo la consapevolezza del
fluire dell'acqua e del movimento e delle energie.
E' un'esperienza a volte regressiva, che
ricorda la vita prenatale, quando il liquido amniotico era tutto il nostro
mondo).
Potremo definirlo un
"massaggio meditativo". Lo si pratica sostanzialmente in una piscina di
acqua calda, fra i 35° e 37°C.
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